30) Feuerbach. La critica della religione  un grande successo per
la filosofia.
Per Feuerbach Dio  l'essenza della ragione rappresentata come
entit a s stante. Il compito storico che la filosofia si era
posto era di riconoscere l'essenza divina come essenza della
ragione. Questo risultato  stato raggiunto.
L. Feuerbach, Princpi della filosofia dell'avvenire,  6 (vedi
manuale pagine 12-16).
Dio in quanto Dio - come essenza spirituale ed astratta, cio non
umana, non sensibile, solo per la ragione o intelligenza
accessibile ed oggettivabile, non  altro che l'essenza della
stessa ragione, che per, dalla teologia comune o dal teismo,
attraverso la immaginazione,  rappresentata come un'essenza
autonoma, diversa dalla ragione. C', perci, l'intima e
sacrosanta necessit che l'essenza della ragione, distinta dalla
ragione, sia, infine, identificata con la ragione, che l'essenza
divina sia quindi riconosciuta come essenza della ragione, sia
realizzata e presentificata. Da questa necessit dipende l'alta
importanza storica della filosofia speculativa.
La prova che l'essenza divina  l'essenza della ragione o
intelligenza sta nel fatto che le determinazioni o propriet di
Dio - in quanto queste siano, naturalmente, razionali o spirituali
- non sono determinazioni della sensibilit o dell'immaginazione,
bens propriet della ragione.
Dio  l'essere infinito, l'essere senza nessuna determinazione.
Ma ci che non costituisce alcun confine o limite di Dio, non
costituisce neppure alcun limite della ragione. Dio, ad esempio, 
al di fuori e al di sopra dei limiti della sensibilit: lo  anche
la ragione. Chi non pensa nessuna altra esistenza che non sia
quella sensibile, chi dunque ha una ragione limitata dalla
sensibilit, questi, proprio in forza di ci, ha un Dio limitato
dalla sensibilit. La ragione, che pensa Dio come un essere senza
limite, pensa in Dio soltanto la sua propria illimitatezza. Ci
che la ragione pensa come essenza divina non  altro che la vera
essenza razionale, cio l'essenza che corrisponde perfettamente
alla ragione e che, proprio per questo, la soddisfa.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 958-959.
